Collegamento impianto fotovoltaico: la guida

Il fotovoltaico è una tecnologia sempre più diffusa in Italia, grazie agli innumerevoli benefici offerti in termini di riduzione delle emissioni nocive per l’ambiente e di risparmio sui costi in bolletta. Una delle operazioni più complesse da affrontare è il collegamento dell’impianto fotovoltaico, ovvero l’allaccio al quadro elettrico di casa e alla rete esterna per lo scambio sul posto.

Si tratta di procedimenti effettuati da tecnici specializzati, per garantire la conformità dell’impianto e la massima sicurezza, tuttavia è importante conoscere come avviene questa operazione per una maggiore consapevolezza. Scopriamo come si collega un impianto fotovoltaico al quadro generale e alla rete e qual è lo schema utilizzato.

 

 

Lo schema di collegamento dell’impianto fotovoltaico alla rete

Una volta che la ditta ha realizzato l’installazione e il collaudo dell’impianto fotovoltaico, è necessario procedere con l’allaccio alla rete nazionale dell’energia elettrica. L’operazione richiede la presenza di un contatore bidirezionale, uno strumento in grado di gestire sia la cessione alla rete dell’elettricità prodotta, sia il prelievo dall’esterno per coprire il proprio fabbisogno energetico.

Oggi la maggior parte delle abitazioni è dotata dei nuovi contatori elettronici della luce, dispositivi già predisposti per questo tipo di utilizzo. In questi casi basta contattare il proprio gestore, richiedendo la configurazione del contatore elettrico affinché sia compatibile con il flusso bidirezionale di energia elettrica. L’operazione viene svolta da remoto riducendo sensibilmente i tempi di attesa, tuttavia è importante inviare la segnalazione rapidamente per evitare ritardi.

L’allaccio alla rete elettrica esterna dell’impianto fotovoltaico consente di usufruire dello scambio sul posto, un sistema che prevede la cessione dell’energia elettrica prodotta in più e non consumata. In questo modo è possibile ottenere un corrispettivo dal GSE, un credito che consente di ridurre il costo dell’energia elettrica prelevata dalla rete per coprire il proprio fabbisogno energetico, soprattutto quando l’impianto produce meno a causa del maltempo o della bassa irradiazione solare invernale.

Lo schema di collegamento dell’impianto fotovoltaico alla rete elettrica esterna prevede:

  • pannelli fotovoltaici;
  • inverter;
  • contatore bidirezionale;
  • rete elettrica.

Come collegare l’impianto fotovoltaico al contatore

Il collegamento dell’impianto fotovoltaico al contatore bidirezionale prevede due procedure distinte: quella semplificata e l’iter ordinario. La procedura semplificata richiede la presenza di un’utenza elettrica in bassa tensione già attiva, ovvero un impianto fotovoltaico già allacciato al contatore. Inoltre, l’impianto deve avere una potenza nominale non oltre 20 kWp e non superiore alla potenza disponibile (in genere è di 3,3 kW in ambito residenziale).

In questi casi basta inviare la domanda di allaccio al proprio distributore di zona, il quale ha 20 giorni lavorativi per informare il Comune di competenza e richiedere al GSE l’RDE (si tratta del regolamento di esercizio, ossia l’inserimento dei dati dell’impianto nella banca dati del GSE). Una volta terminato l’RDE il distributore ha ulteriori 20 giorni di tempo per concedere l’autorizzazione all’allaccio, quindi entro 14 giorni deve indicare una data per il collegamento dell’impianto alla rete elettrica.

In mancanza dei requisiti per l’iter semplificato bisogna seguire la procedura ordinaria. In questa circostanza bisogna ottenere le autorizzazioni all’impianto, ad esempio il nullaosta del Comune in presenza di vincoli paesaggistici. In seguito, va presentata la richiesta di allaccio al distributore di zona, inviando una serie di documenti come la planimetria catastale dell’immobile e i dati relativi all’utenza. A questo punto le tempistiche sono analoghe a quelle della procedura semplificata.

Il collegamento dell’impianto fotovoltaico al quadro generale di casa

A questo punto vediamo come viene allacciato un impianto fotovoltaico alla rete elettrica di un’abitazione, per utilizzare direttamente l’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici per i consumi elettrici domestici. Non tutta l’elettricità passa per il contatore bidirezionale e viene ceduta alla rete elettrica nazionale, ma una parte è utilizzata per l’autoconsumo e usata al momento della produzione, oppure in un secondo momento in presenza di un sistema di accumulo.

Il collegamento del fotovoltaico al quadro generale prevede innanzitutto la connessione dei pannelli all’inverter, il dispositivo che converte l’energia elettrica in corrente continua prodotta dall’impianto in corrente alternata adatta all’utilizzo diretto e alla cessione alla rete.

L’inverter, a sua volta, è collegato con dei sistemi di protezione, quindi avviene la connessione con il contatore di produzione che misura l’energia generata dall’impianto e il contatore bidirezionale per lo scambio sul posto.

Infine, il contatore bidirezionale è collegato sia con la rete esterna sia con la rete elettrica domestica, in questo modo è possibile consumare l’energia elettrica autoprodotta dall’impianto, integrandola quando necessario con l’elettricità fornita dalla rete elettrica nazionale. I collegamenti sono effettuati da tecnici specializzati, ad eccezione dei sistemi plug and play, impianti che possono essere connessi direttamente alla rete elettrica di casa attraverso una presa di corrente dedicata.

Ecco lo schema di collegamento di un impianto fotovoltaico con accumulo:

  • pannelli fotovoltaici;
  • inverter;
  • accumulo;
  • protezioni elettriche;
  • contatore di produzione e contatore bidirezionale di scambio;
  • rete elettrica e utenza domestica.

Il collegamento dell’inverter fotovoltaico

Un componente essenziale dell’impianto fotovoltaico è l’inverter, il dispositivo che converte la corrente continua in corrente alternata, affinché sia compatibile con l’autoconsumo e la cessione alla rete. Il collegamento dell’inverter avviene tra i pannelli e i contatori di produzione e di scambio, in genere il più vicino possibile ai moduli per evitare dispersioni di corrente.

Il posizionamento dell’inverter fotovoltaico può avvenire in diversi posti, ad esempio:

  • nel locale caldaia in caso di inverter di stringa;
  • in garage o in un luogo altrettanto riparato;
  • nel sottotetto o in un locale tecnico dedicato.

L’inverter può essere installato anche all’esterno, purché protetto dalle intemperie e dai raggi solari diretti, ad esempio quando viene montato direttamente sui pannelli fotovoltaici come il microinverter integrato in ogni modulo.

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