L’installazione di un impianto fotovoltaico a terra richiede un iter autorizzativo specifico, regolato da normative nazionali e regionali che variano in base alla potenza dell’impianto, alla destinazione d’uso del terreno e alle caratteristiche dell’area. Questo approfondimento completo ti aiuterà a comprendere i passaggi burocratici necessari e a scoprire dove e come è possibile installare un impianto fotovoltaico a terra.
Dove si possono installare impianti fotovoltaici a terra?
La possibilità di installare un impianto fotovoltaico a terra dipende dalla destinazione urbanistica del terreno e dalla normativa regionale. Ecco i casi principali:
- terreni agricoli: sono consentite installazioni limitate, spesso vincolate alla compatibilità con l’attività agricola. Alcune Regioni prevedono restrizioni o limiti di potenza;
- aree industriali o dismesse: questi siti sono ideali per grandi impianti, grazie alla mancanza di restrizioni urbanistiche;
- zone vincolate: le aree sottoposte a vincoli paesaggistici o ambientali richiedono autorizzazioni speciali, come il nulla osta della Soprintendenza.
Quanti kW si possono installare senza permessi?
Il limite di potenza per cui non sono richiesti permessi specifici dipende dalla normativa regionale e dalle disposizioni locali, ma in generale si applica quanto segue:
- fino a 20 kW: per impianti fino a 20 kW, in molti casi è sufficiente una comunicazione di inizio lavori (CIL) o una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata), soprattutto per installazioni su terreni privati senza vincoli paesaggistici o ambientali;
- fino a 200 kW (semplificazione recente): secondo il Decreto Legislativo 199/2021, aggiornato per semplificare l’iter burocratico, gli impianti fino a 200 kW possono essere autorizzati tramite la procedura abilitativa semplificata (PAS), ma solo se installati in aree idonee o su edifici.
Raccomandazione: controlla sempre le disposizioni della tua Regione o Comune o chiedi la consulenza di professionisti certificati per essere certo del limite applicabile alla tua situazione specifica.
Iter burocratico: come ottenere le autorizzazioni
L’iter per installare un impianto fotovoltaico a terra prevede i seguenti passaggi:
- Studio di fattibilità
- Valutazione del terreno e della normativa locale.
- Identificazione di eventuali vincoli urbanistici o paesaggistici.
- Richiesta di autorizzazioni
- Comunicazione di inizio lavori (CIL) per impianti di piccola potenza.
- Permesso di costruire, necessario per la maggior parte degli impianti a terra.
- Autorizzazione unica regionale per progetti di grandi dimensioni.
- Valutazione ambientale
- Per impianti su terreni agricoli o in aree sensibili, potrebbe essere richiesto uno studio di impatto ambientale.
- Connessione alla rete
- Richiesta di allaccio al gestore di rete elettrica (GSE) per l’immissione in rete dell’energia prodotta.
Normativa fotovoltaico a terra 2024/2025
Il quadro normativo per gli impianti fotovoltaici a terra nel biennio 2024/2025 è stato aggiornato per semplificare i processi burocratici e garantire una maggiore tutela ambientale. Conoscere questi cambiamenti è essenziale per pianificare un’installazione in linea con la legge e massimizzare i benefici economici in modo sostenibile.
Semplificazione burocratica e incentivi fiscali
La normativa semplifica i processi autorizzativi per impianti fotovoltaici di piccola potenza. Confermata anche la detrazione fiscale del 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024, con un tetto massimo di €96.000 per unità immobiliare.
Restrizioni su terreni agricoli
Il Decreto-legge Agricoltura n. 63/2024 limita l’installazione di impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli, consentendo tali interventi solo in specifiche aree come cave dismesse o siti già occupati da impianti. Le deroghe si applicano a progetti legati alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e al PNRR.
Vantaggi del fotovoltaico a terra per i privati
L’installazione di un impianto fotovoltaico a terra offre diversi benefici, tra cui:
- produzione energetica elevata: gli impianti a terra consentono di installare un numero maggiore di pannelli rispetto a quelli su tetto;
- facilità di manutenzione: gli interventi di pulizia e controllo sono più agevoli rispetto agli impianti sopraelevati;
- sostenibilità economica: grazie agli incentivi e alle detrazioni fiscali, i tempi di ritorno dell’investimento si riducono significativamente.
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Fonti:
Agenzia delle entrate – Le regole da rispettare per avere le detrazioni

