Fotovoltaico e agricoltura: cosa c’è da sapere?

agricoltura, un binomio che, se ben gestito, può portare vantaggi economici e ambientali. Ma è davvero possibile coltivare la terra e produrre energia nello stesso spazio? Quali sono le condizioni da rispettare e quanto si guadagna con un impianto fotovoltaico su terreno agricolo?

In questo approfondimento a cura di NWG Italia facciamo chiarezza su agrivoltaico, normativa e opportunità di un modello che sta crescendo anche in Italia.

Agricoltura e fotovoltaico: un’unione possibile

Il concetto di “agrivoltaico” si basa sull’idea di integrare produzione agricola e produzione energetica sullo stesso terreno. A differenza degli impianti a terra tradizionali, che occupano completamente il suolo, gli impianti agrivoltaici vengono progettati in modo da lasciare spazio alle coltivazioni e non compromettere l’attività agricola.

Questo è possibile grazie a soluzioni tecniche mirate: pannelli rialzati da terra, strutture mobili orientabili, sistemi di monitoraggio che regolano luce e ombreggiamento. Il risultato è un sistema che ottimizza l’uso del suolo, aumentando la resa energetica e, in alcuni casi, anche quella agricola.

Cosa si può coltivare sotto i pannelli fotovoltaici

Uno dei dubbi più frequenti riguarda proprio le colture compatibili con l’agrivoltaico. Sebbene molto dipenda dal tipo di impianto e dal clima locale, alcuni esempi positivi arrivano già da sperimentazioni in Italia e in Europa.

Tra le colture che si prestano meglio alla crescita sotto i pannelli troviamo:

  • ortaggi a foglia (lattuga, spinaci, bietole);
  • frutti di bosco (lamponi, mirtilli);
  • erbe aromatiche (basilico, menta);
  • piante foraggere per l’allevamento;
  • colture ombrofile, come funghi e alcune leguminose.

In generale, si ottengono buoni risultati con piante che non richiedono luce solare diretta e costante, ma beneficiano dell’ombreggiamento parziale, soprattutto nei mesi estivi.

agrivoltaico

Quanto si guadagna con un impianto fotovoltaico su terreno agricolo

La redditività di un impianto fotovoltaico su terreno agricolo dipende da vari fattori:

  • dimensione dell’impianto (kWp installati);
  • esposizione e irraggiamento solare della zona;
  • tipo di tecnologia utilizzata;
  • incentivi o agevolazioni disponibili;
  • possibilità di autoconsumo o vendita dell’energia in eccesso.

In media, un impianto da 1 MW su terreno agricolo può generare introiti annui anche tra i 70.000 e i 100.000 euro, a seconda del prezzo dell’energia e della modalità di gestione. Tuttavia, è importante sottolineare che la normativa italiana richiede che l’attività agricola resti attiva, per evitare speculazioni e garantire la sostenibilità del modello.

Normativa e incentivi: cosa prevede la legge

Il tema del fotovoltaico in agricoltura è regolato da diverse norme italiane ed europee. L’UE ha autorizzato sovvenzioni fino al 90% dei costi per impianti agrivoltaici realizzati entro il 2026, nell’ambito dei fondi per la transizione ecologica e il Green Deal.

In Italia, l’installazione di pannelli fotovoltaici su terreni agricoli è ammessa solo se:

  • l’attività agricola è mantenuta in parallelo alla produzione energetica;
  • l’impianto non impedisce le pratiche agricole (coltivazione o pascolo);
  • si utilizzano strutture che minimizzano l’impatto visivo e ambientale.

Inoltre, sono previsti bandi e incentivi regionali a supporto dell’agrivoltaico, spesso legati alla partecipazione a comunità energetiche o all’autoconsumo condiviso.

Vantaggi dell’agrivoltaico per il futuro

L’integrazione tra energia solare e attività agricola rappresenta una grande opportunità per il futuro dell’ambiente e dell’economia rurale. I principali vantaggi sono:

  • valorizzazione del suolo agricolo, senza sottrarre spazio alle colture;
  • fonti di reddito aggiuntive per agricoltori e imprese agricole;
  • riduzione dell’impatto ambientale, grazie all’uso di energia rinnovabile;
  • protezione delle colture da eccessiva insolazione o eventi climatici estremi.

L’agrivoltaico è anche uno strumento efficace per combattere l’abbandono dei terreni agricoli, offrendo un nuovo ruolo all’agricoltura nel contesto della transizione energetica.

In conclusione, il rapporto tra fotovoltaico e agricoltura non è fatto di contrasti, ma di potenziali sinergie. Con l’approccio giusto, è possibile generare energia pulita senza rinunciare alla produzione alimentare, contribuendo allo stesso tempo alla sostenibilità economica e ambientale del territorio.

Investire in un impianto fotovoltaico su terreno agricolo significa guardare avanti, coniugando innovazione e rispetto per la terra, in perfetta sintonia con la visione di NWG Italia.